NEL SUPER G DI CORTINA VONN RITORNA PREPOTENTEMENTE A VINCERE



gen 19

let’s celebrate” è uno degli slogan del football americano in caso di vittoria ed era più che legittimo per la squadra della velocità festeggiare la clamorosa vittoria in casa ottenuta dalla veterana della compagine Dada Merighetti. Spietato però è il Circo Bianco che ignaro di tutte le fatiche e le attese che ci sono dietro ad un risultato, lascia poco spazio ai festeggiamenti e a sole 24 ore di distanza pretende che si ritorni tutti in scena, pronti a rigiocarsi nuovamente tutto. Proprio in occasione della serata di Gala preparata dal comitato organizzatore di Cortina per celebrare la vittoria della DH, ho ricordato insieme alla mia amica ed ex compagna di squadra Barbara Merlin, quanto fosse difficile riuscire a dormire la notte successiva ad un buon risultato fatto. Ci si rigirava più volte nel letto ancora frastornate da tutti quegli eventi che una volta tagliato il traguardo ci avevano travolte. Uno stordimento che poco si concilia con il bisogno di riposare e recuperare in fretta le energie necessarie per la gara del giorno dopo. Ancora oggi, a distanza di tempo abbiamo entrambe un ricordo confuso dei momenti delle premiazioni, delle conferenze stampa, delle interviste, forse perché troppo repentinamente si passa da uno stato di trance agonistica a quello senza dubbio meno intrinseco dei festeggiamenti, in cui l’atleta per assurdo si abbandona passivamente a chi tra un impegno mediatico e l’altro lo gestisce come fosse un burattino. Ma chiuso spesso troppo frettolosamente il capitolo vittoria, ci si ritrova al cancelletto di partenza con l’angosciante interrogativo “ riuscirò a ripetermi?”. Chi mi seppe dare un consiglio prezioso su come difendermi da questa condanna da girone dantesco fu Deborah Compagnoni. Mi suggerì infatti di non perdere nel trambusto, la memoria di quegli aspetti tecnici e tattici che mi avevano permesso di ottenere quel risultato perché al cancelletto di partenza della gara successiva sarebbero stati un’indispensabile ancora di salvezza. Non sempre ci sono riuscita, certo è che delle mie gare più belle ricordo ogni singolo passaggio e come lo affrontai. Si tratta di una memoria che riaffiora prepotentemente come mi è successo anche in questi giorni a  Cortina quando inaspettatamente mi sono ricordata del passaggio chiave dello Scarpadon sul quale ipotecai il mio 3°posto.

Purtroppo non ho avuto modo di condividere con “Dada” quel prezioso consiglio di Deborah e non mi ha affatto sorpresa che nel giorno del SG non sia riuscita a ripetersi ritornando invece a sciare on quella foga che spesso la tradisce. Come lei anche il resto della squadra è apparso disorientato: sia Schnarf che Stuffer come anche Fanchini, non hanno saputo dare la giusta profondità in curva, tagliando spesso gli ingressi, tutte ingannate da questa infida neve che anche ieri mordeva lo sci trattenendolo. “la parola chiave era PAZIENZA” mi ha confidato al traguardo Johanna Schnarf “avevo troppa fretta di iniziare la curva e finivo spesso lunga in uscita, ancora tutta inclinata verso l’interno”. Migliore delle azzurre la giovane Elena Curtoni, 12°. La nostra campionessa mondiale Junior,memore degli errori commessi nel tratto finale della DH con cui ha vanificato un sicuro piazzamento nelle 5, ieri anche lei troppo impaziente sul secondo muro, ha poi trovato il giusto ritmo di gara nel segmento dello Scarpadon. Vittima illustre di questo fondo aggressivo anche la super tecnica Elisabeth Goergl che nel banale tratto di lancio iniziale , tra il muro di Pomedes e i Duca D’Aosta è riuscita ad accusare mezzo secondo di svantaggio e a poco è servita la sua eccelsa interpretazione dei passaggi tecnici successivi, l’austriaca è rimasta comunque ai piedi del podio .E’ riuscita invece a rompere l’incantesimo dei suoi quarti posti cortinesi la slovena Tina Maze, ancora una volta forte nel secondo muro delle sue prerogative di gigantista, ha poi  lasciato sfogare un po troppo le sue traiettorie pagando nel tratto di scorrimento finale. A contendersi il gradino più alto del podio delle Tofane ritornano le due grandi protagoniste dell’edizione dello scorso anno Maria Riesch e Lindsey Vonn anche se in questa occasione la sfida è stata senza dubbio meno entusiasmante. La tedesca si è limitata a non commettere errori esibendo un’acuta interpretazione tattica dell’ultimo cambio di pendenza prima del pianone finale, ma il suo compitino ben fatto non è bastato a impensierire una prepotente Vonn che, forse consapevole di non poter vantare la supremazia tecnica dell’inizio stagione, è scesa in pista con un atteggiamento da vera cannibale. Ha così vinto l’americana, non con una discesa perfetta, ma con un’azione autoritaria a tratti persino violenta nei confronti di questa neve che tutti credevano andasse accarezzata. Immagine emblematica di questa sua prova di orgoglio , il passaggio sul dosso successivo alla grande curva in cui, in massima piega con il baricentro che sfiorava la neve, con la parte superiore del corpo l’americana era già orientata verso la curva successiva, quella della contro pendenza. Un atteggiamento da cannibale che ha compensato le tante defaillance tecniche  a riprova che in fondo le gare si vincono prima con la testa che con le gambe.


Commenti


  1. Have you seen the pics of Alpine skier for SI ? Their naked edition of scruoe . Another reason for me to perhaps take up ski-ing so that going up the slopes , that I can get a chance to go down on Bleiler’s slopes !

  2. Samantha, 14 marzo 2012 alle 11:05
  3. Ma qualche anteprima sulle Olimpiadi di Londra?

  4. compressionzone.com, 25 luglio 2012 alle 07:48

Lascia un commento