Ripercorrendo mentalmente la strepitosa stagione di Kostelic, mi viene spontaneo spezzare una lancia in suo favore, mettendo, come si suol dire, le mani avanti.
Non lo farà di certo Ivica, da sempre refrattario a rivelare magagne fisiche e acciacchi che terrebbero a letto gli avversari, altro che i comuni mortali, pur di non essere scambiato per un campione dalla scusa facile. Si sa, i tifosi sono incontentabili e non sopportano cali di resa, a maggior ragione quando si sale nell’olimpo, ma come farà il fuoriclasse croato a non deludere le aspettative? Detto francamente, sarà, non dico impossibile ma quasi, assistere a un fuoco di fila di performance come l’anno scorso.
Da tecnico di lungo corso e addetto ai lavori, vi propongo di concedergli il beneficio delle attenuanti del caso, applaudendolo a piene mani quando salirà sul podio o vincerà, senza metterlo in croce quando il suo fisico massacrato dagli infortuni e l’inesorabile passare del tempo gli metteranno i bastoni fra le ruote o, se preferite…. la colla sulle solette! L’incredibile sforzo fisico e psicologico per vincere due coppe di specialità ( slalom e supercombinata ) e la Coppa assoluta, il sogno di sempre, si può liofilizzare in quell’immagine nella tenda d’arrivo dell’ultimo slalom di Lenzerheide, stravolto dalla fatica, neppure capace di un sussulto quando lo svedese Myhrer, l’unico dopo Grange ancora in grado di soffiargli la coppa di specialità, si era rivelato solo uno scampato pericolo.
Il suo mese di gennaio rimarrà nella storia dello sci, con 7 vittorie e una caterva di punti, una zavorra insostenibile per Svindal e Janka, gli avversari più ostici, rispettivamente alle prese con problemi di materiali e di cuore ( purtroppo, nel senso di aritmia cardiaca… ) . Poi, nella prima manche del gigante iridato, una fitta al cavo popliteo che gli ha fatto vedere le stelle fino all’ultimo secondo di Coppa, come se non fosse bastato lo stiramento al polpaccio che, a dicembre, l’aveva costretto, claudicante, a guarire sotto sforzo, immane visti gli allenamenti quotidiani ad ampio spettro e le gare su tutti i fronti dello sci alpino.
Forza Ivica, non vedo l’ora di rivederti in azione e di bearmi dei tuoi virtuosismi tecnici, un manuale di stile e didattica agonistica che i giovani dovrebbero studiare a memoria!

















9 settembre 2011
10 giugno 2011




